Marina Bindella – Catalogo cgil il lavoro delle donne

 In Testi Critici

«Nella grafica albergano i fantasmi e le fiabe dell’immaginazione, e nello stesso tempo si rivelano con grande precisione» scriveva Paul Klee nella Confessione Creatrice e aggiungeva che gli elementi formali della grafica sono punti
e linee i quali, agendo come energia dinamica, costruiscono spazio e tempo attraverso un percorso motorio e psichico. Il mio lavoro si è articolato
a partire da questa premessa ponendosi l’obiettivo di indagare, per quanto possibile, aspetti nuovi di questo universo espressivo. Sono partita dallo studio
dei segni, usandoli come un vero e proprio linguaggio scritto che, stratificandosi
e trasformandosi sulla superficie del foglio, dà origine alle varie forme. Ciò che
mi interessa sono le infinite potenzialità generative dei segni, le loro capacità dinamiche. La vibrazione della superficie, che deriva dalla loro qualità
e dalla loro quantità, è poi intimamente connessa con le variazioni luminose.
Nella xilografia, in cui si procede per sottrazione, la luce acquista spesso
un carattere drammatico; nel disegno a china invece, essa può diventare
leggera, impalpabile. Nell’acquerello la luce trova la sua naturale
esaltazione nella trasparenza che è la peculiarità di questo mezzo.
La vera fonte di luce è sempre la carta bianca, gli spazi fra una superficie
di colore e un’altra. Il problema è quindi far sì che gli intervalli bianchi
diventino i segni e che siano questi a creare l’immagine.
Nel disegno a china e nell’acquerello il segno bianco «risparmiato» deve
avere una qualità gestuale, di immediatezza, per non alterare le sue qualità dinamiche. Si tratta quindi di un lavoro estremamente controllato,
ma nello stesso tempo spontaneo, in cui anche la casualità ha il suo peso e condiziona parzialmente il risultato finale.
Rispetto alla xilografia, nel disegno a china e nell’acquerello il
rapporto con la materia si inverte: tanto resiste il legno quanto nelle altre
due tecniche i segni si tracciano in modo fluido.
Negli ultimi anni ho sentito il bisogno di fondere la modalità sottrattiva della xilografia e quella additiva del disegno a china e dell’acquerello in un nuovo linguaggio che mi offre la possibilità di lavorare per strati sovrapposti, di segni lavorati sia in positivo che in negativo. Si tratta di olii e graffito su tavola che, come le altre tecniche, chiamano a una esecuzione in cui il ripensamento non è consentito: hanno perciò una loro perentorietà.

Marina Bindella – Catalogo cgil il lavoro delle donne, palazzo della ragione mantova 2016

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